Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro.

Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro.
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Capita a tutti di avere una giornata no, di quelle durante le quali vorresti rifugiarti sotto le coperte e stare in silenzio, il mondo si colora di grigio, magari ti senti malinconico o triste e non sai perché o magari lo attribuisci a tante piccole concause. Tristezza e malinconia sono sentimenti che fanno parte della vita di un essere umano, adulto o bambino!

Anche i bambini attraversano giorni di umor nero, quei giorni NO dove tutto è no, e magari non sanno neanche loro qual è il motivo scatenante, una cosa in particolare o tante piccole cose assommate. Capita e quando questi momenti arrivano, non parlano, spesso mugugnano o ringhiano come piccoli lupi. Non lo facciamo anche noi adulti? Certamente, solo che non vorremmo capitasse ai bambini! Eppure anche loro vivono momenti di malinconia e tristezza.

Che fare? In questo raffinato e intenso albo dal titolo Virginia Wolf, la bambina con il lupo dentro di Kyo Maclear, illustrato dalla straordinaria Isabelle Arsenault, Rizzoli editore, la soluzione arriva dall’amore fraterno, perché un fratellino o una sorellina capiscono le sfumature, colgono gli stati d’animo.

Nel libro, ispirato a Virginia Woolf e alla sua amata sorella Vanessa, si racconta una giornata no della piccola Virginia, una di quelle giornate durante le quali la tristezza divora l’allegria e il colore, una di quelle giornate durante le quali Virginia non vorrebbe vedere nessuno neanche i compagni di gioco! Ma la sorellina, che non si lascia spaventare dai suoi grugniti, è capace di starle accanto con gentilezza, garbo e pazienza pur lasciandole spazio, e senza essere invadente. Così quasi in punta di piedi si prende cura di lei nutrendola di colore e bellezza e con maieutica tenerezza riesce a tirarle fuori il sorriso.

Sì perché quando Vanessa chiede a Virginia cosa la farebbe stare meglio lei risponde: “ Se potessi volare mi sentirei meglio”…” Se potessi volare andrei in un posto perfetto, un posto pieno di dolcetti glassati e bei fiori e alberi da arrampicarcisi sopra. E niente niente malinconia”. Quel posto è Bloomsbery un luogo immaginario, un rifugio! E a quel punto Vanessa sorellina amorevole, in silenzio, comincia a disegnare sulle pareti della stanza quel luogo immaginario per ridonarle il sorriso, la gioia. Trionfa dunque il colore, fioriscono boccioli di caramelle e dolcetti glassati, uccellini e fiori dai colori brillanti. Un’esplosione di gioia tale che Virginia al risveglio inizia a disegnare accanto alla sorellina, cosicché il grigio sfuma e lascia spazio al colore, la tristezza all’allegria!

Una storia piena di garbo, elegante, con un lessico lieve ma puntuale, magistralmente tradotta da Beatrice Masini e dove l’uso sapiente del colore e del maiuscolo preannunciano i cambiamenti di tono e atmosfera!

Una storia che parla non solo dei giorni No ma anche di un legame speciale, quello di fratellanza e sorellanza, quel legame denso fatto di quotidianità, scorribande, gioco ma anche zuffe e litigi, abiti prestati e segreti condivisi. Quando un fratello o una sorella sono arrabbiati o tristi allora tutto intorno a noi si oscura, assume una patina grigia e anche noi stiamo male, così facciamo di tutto per alleggerire il clima pesante. In quei momenti andiamo a cercare una fessura in quel muro di rabbia e frustrazione dove iniettare un po’ di leggerezza e colore, il tutto in un silenzio denso di amore.

E se non ci fossero fratelli? Ci sarà sempre qualcuno di amato, un genitore, zii, nonni, una brava maestra oppure l’amico del cuore che sapranno farsi strada con pazienza e tenerezza!

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