Ruggero II, un re multiculturale

Ruggero II, un re multiculturale
Arte In Evidenza itinerari Sicilia

E’ capitato nella storia– e purtroppo accade anche ai tempi nostri – che quando una terra è stata invasa da nuovi dominatori, tutto della precedente civiltà è stato distrutto, raso al suolo, come se non fosse mai esistito! E’ un modo assurdo e stupido per cancellare le tracce dei vinti.

I Normanni che, guidati dal gran conte Ruggero d’Altavilla, conquistarono la Sicilia erano abili guerrieri e, anche se cattolici, si dimostrarono rispettosi nei confronti delle altre componenti della popolazione che abitava la Sicilia: gli arabi musulmani, i precedenti dominatori dell’isola, che vivevano soprattutto nella zona occidentale, e i greci ortodossi, che si concentravano in quella orientale.

A fine conquista il conte normanno diventava, col nome di Ruggero I, il primo re del Regno di Sicilia e stabiliva la capitale a Palermo, che era di una ricchezza strabiliante grazie all’arte e ai commerci degli arabi. Qui crebbe il figlio del re, educato da maestri greci e musulmani così da riuscire a parlare tre lingue: greco, arabo e latino. Quando egli cominciò a governare la Sicilia, col nome di Ruggero II, si dimostrò geniale, come e più del padre. Mise d’accordo tutti coloro che vivevano sull’isola, per una perfetta strategia e per la consapevolezza che dall’unione di più culture potesse dipendere il futuro del suo regno.

Per questo motivo accolse nel suo palazzo funzionari di diversa provenienza e molti dotti arabi, e fece costruire architetture il cui stile fonde forme bizantine, cioè relative al mondo greco, forme occidentali, relative al mondo cristiano, e forme arabe.

Ed è sempre per questo motivo che si è fatto ritrarre in modi diversi in due monumenti della città di Palermo. Nella Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (detta La Martorana) è nel momento solenne della sua incoronazione per mano di Cristo: la sua espressione è impassibile, ha l’acconciatura e il vestito che gli imperatori bizantini portavano durante le cerimonie, una tunica costellata di croci dorate e pietre preziose, e una lunga stola splendidamente ricamata. Nel soffitto della Cappella Palatina è invece raffigurato come un principe arabo assistito da due servi, con le gambe incrociate, una palmetta persiana nella mano sinistra e un calice di buon vino nella destra. Ed è in queste vesti che lo vedi accanto a me mentre gli dedico la sua melodia preferita e partecipo al suo banchetto festante!

ATTIVITA’ DIDATTICHE CONSIGLIATE

Il progetto Lalabau, che prende nome da una filastrocca per bambini, ha l’obiettivo di far conoscere ai bambini palermitani, ma anche a quelli stranieri in visita a Palermo, la storia della città attraverso attività ludico-didattiche. Grazie a giochi per bambini realizzati utilizzando carte e cartoni riciclati e dal linguaggio facile ed immediato, e tour fisici lungo il percorso arabo normanno, in collaborazione con gli istituti scolastici, vengono narrati miti e leggende, storia, arte, cultura e contaminazioni del capoluogo siciliano.

INFO UTILI

Per informazioni: lalabauproduction@gmail.com, Marisa Stassi telefono 339.3487912. Segui la pagina facebook Lalabau