L’importanza dell’oro blu

L’importanza dell’oro blu
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La natura è come un orologio svizzero: un ingranaggio perfetto. Avete presente il ciclo dell’acqua?
Prima liquida, poi vapore, poi nuvola, poi pioggia ma anche grandine o neve, poi nutrimento per mare, fiumi, terreni, esseri umani, piante e animali. Dalla terra al cielo, dal cielo alla terra. Sistematicamente, incessantemente.

È il calore del Sole a permettere questa rigenerazione continua rendendola, come i bambini, vitale, preziosa e in continuo movimento. Senza acqua e senza sole, insomma, non ci sarebbe vita! Eppure ogni giorno e in ogni momento della giornata attingiamo dal “deposito” dell’oro blu senza badarci troppo, senza riflettere che perfino le cose preziose sono destinate a scomparire. Eh sì, nonostante la superficie del nostro Pianeta sia composta perlopiù d’acqua, questa non è proprio una risorsa infinita. Quella poi disponibile per il consumo umano è solo lo 0,01% di quella dolce (quasi il 98% è salata!).

I cambiamenti climatici e il suo consumo irresponsabile stanno mettendo a dura prova un intero ecosistema e il suo delicato congegno. Se l’orologio della natura si inceppa, se il vapore acqueo non ha tempo di diventare nuvola e poi pioggia non ci saranno campi fertili, se le nuvole genereranno troppa pioggia avremo campagne e città allagate, se dal cielo al contrario non cadrà neanche una goccia la vita sarà un deserto di vite e non sarà proprio il massimo della vita neanche tra i ghiacciai!

Vi siete mai chiesti quanta acqua consumate ogni giorno direttamente o indirettamente? Dietro ogni oggetto utilizzato e cibo mangiato esiste infatti un universo di acqua nascosta e virtuale che contribuisce a determinare quella che viene definita impronta idrica e che stabilisce la quantità di acqua utilizzata per produrre tutto quello di cui necessitiamo.

Guarda questo video per capirne di più:

E ora qualche dato significativo:
1 bicchiere di latte vaccino 200 litri di acqua
1 pomodoro 13 litri di acqua
1 maglietta 2.495 litri di acqua
1 kg di carne di manzo 15.500 litri di acqua
1 pizza margherita (725 gr) 1.261 litri di acqua
1 kg di pasta secca 1.924 litri di acqua
1 hamburger 2.400 litri di acqua

1 uovo 135 litri di acqua
1 kg di formaggio 3.180 litri di acqua
1 pacchetto di patatine 185 litri di acqua

Nel consumo idrico totale degli esseri umani spicca soprattutto una voce: il consumo d’acqua legato all’agricoltura. Il 92% del nostro consumo di acqua è imputabile alla produzione di cibo.
Un terzo di quest’acqua viene utilizzata per produrre quello di origine animale: è infatti impiegata per irrigare i terreni coltivati per il mangime, nell’elaborazione dei mangimi stessi, come acqua potabile per gli animali e, infine, anche per il mantenimento delle strutture degli allevamenti. Ciò significa che, se si intende ridurre l’impronta idrica si devono riconsiderare in modo critico non solo il consumo domestico dell’acqua ma, soprattutto, le metodologie di irrigazione agricola, le colture impiegate e l’alimentazione.

Molti scienziati sostengono che il problema dell’approvvigionamento dell’acqua sarà alla base dei prossimi conflitti mondiali. Sapete che mediamente in Nord America un cittadino consuma 250 litri di acqua dolce al giorno, da 100 a 230 litri in Europa e meno di 10 litri in Africa sub-sahariana? E questa iniquità è solo per ciò che riguarda l’impronta idrica diretta! Se considerate che la popolazione mondiale è in costante crescita mentre la quantità di acqua dolce disponibile è limitata, capirete che un utilizzo sostenibile dell’acqua è fondamentale per tutti, anche per azzerare le diseguaglianze!

La nostra impronta idrica non è influenzata sappiamo solo dal cibo. Tutti i prodotti e servizi che acquistiamo contribuiscono a incrementare o a contrarre questo valore. Gli smartphone, ad esempio, richiedono materie prime estratte da tutto il mondo e il processo di produzione ha un’impronta idrica significativa: si stimano 12.760 litri (160 bagni per capirci!). Guardare un video di 60 minuti in streaming? 600 litri. Un gigabyte di dati scambiati sulla rete? Circa 200 litri ovvero l’acqua consumata durante una doccia di 10 minuti. Anche la produzione della carta necessita acqua: per un semplice foglio ne occorrono 10 litri. E per un paio di jeans? 11.000 litri.

La maggior parte dell’acqua che consumiamo, quindi, è invisibile al nostro sguardo: il 97% della nostra impronta proviene dai prodotti che acquistiamo e consumiamo ogni giorno. Ecco perché il nostro stile di vita e i nostri consumi possono fare la differenza.

È il momento di fare un gioco e di coinvolgere mamma e papà. Vuoi calcolare la loro water footprint? Io ho calcolato la mia impronta idrica qui: http://aquapath-project.eu/calculator/calculator.html. Il risultato?  Consumo 12.438 litri a settimana! La mia impronta è molto più bassa rispetto alla media italiana perché preferisco la doccia al bagno in vasca, perché chiudo l’acqua mentre mi lavo i denti, perché uso la bicicletta al posto della macchina e perché seguo un’alimentazione interamente vegetale.

Nonostante questo cerco di seguire piccoli ma importanti accorgimenti:
– Riciclo e smaltisco i rifiuti in maniera corretta;
– Acquisto prodotti a Km 0;
– Cucino lo stretto necessario per evitare sprechi di cibo;
– Quando possibile bevo acqua dal rubinetto;
– Utilizzo l’acqua di cottura delle verdure per innaffiare le piante del mio balcone;
– Utilizzo solo detersivi ecologici.

Avete capito, allora, quanto è importante l’acqua, l’oro blu del nostro pianeta?

Non è più tempo di sprecare acqua perché senza acqua il Pianeta ha i minuti contati!