La grande quercia

La grande quercia
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Rilassati, siediti, fai un profondo respiro, spegni il telefono e cominciamo.

Sì perché il libro del quale ti racconto oggi è uno di quei libri che invitano a fermarsi e a fare un respiro profondo.

La grande quercia, scritto e illustrato da Gerda Muller, autrice e illustratrice olandese, è giunto finalmente in Italia grazie al prezioso lavoro di Natura e Cultura editrice sapientemente tradotto da Laura Tenorini.

Poetico, delicato, gentile, il tempo rarefatto, il ritmo della natura, un meraviglioso lessico sono solo alcuni dei suoi pregi.

Questo è uno di quei libri che t’immergono nella natura al punto che credi di poterne annusare i profumi e origliarne i suoni.

Estrema pulizia e semplicità, da non confondere con semplificazione, caratterizzano questo albo curassimo, colto, con un testo che, seppure asciutto, è ricco di informazioni preziose.

La storia narra di due fratellini, Benjamin e Anna, che sovente trascorrono qualche giorno di vacanza dagli zii che, con il cugino Robin, vivono in una casa nel bosco.

Sono giorni, quelli delle vacanze nel bosco, che Benjamin e Anna vivono a stretto contatto con madre natura, in una relazione intima e semplice.

Il vero protagonista della storia è un albero centenario maestoso, una grande quercia che si erge al centro di una radura del bosco, funge da rifugio, protegge e accoglie.

La storia è circolare, segue il ritmo delle stagioni e così con lo scorrere di queste, mutano i suoni, cambia la luce, cambia il ritmo e gli ospiti del bosco.

Quello che innamora di questo albo è il grande rispetto per la natura, per ogni piccolo essere vivente, la gentilezza con la quale i bambini, lasciati liberi ma guidati da un adulto, lo zio, osservano piante e animali con curiosità mai invasiva.

Leggendo con i vostri bambini potrete giocare a individuare piante, fiori e animali, e scoprirne di sconosciuti. Incontrerete una ghiandaia, un picchio muratore, un astore, un colombaccio; campanule, anemoni, amenti, tassi che lappano l’acqua nello stagno…

Leggendo questo albo ho giocato con la memoria cercando il ricordo più antico che avessi con un albero e immediatamente la mia mente è andata alla mia infanzia, alla fine dell’estate in campagna e alla nonna che mi invitava ad andare a raccogliere i ciclamini che crescevano sotto un magnifico castagno centenario, e subito sono stata pervasa da quei profumi presagio dell’autunno.

La nonna non c’è più e purtroppo neanche il castagno ma il ricordo sì, vivido.

Il libro è, a mio avviso, un invito a cercare occasioni di contatto con la natura per i vostri bambini e io credo fortemente che simili momenti siano un necessario nutrimento come la lettura.

Buona Lettura!