Io sono un cavallo

Io sono un cavallo
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Tutti quando eravamo bambini abbiamo giocato a essere qualcun altro; facciamo che ero lo abbiamo detto tutti e tutti dovremmo potere essere chi vogliamo, non importa se questo stravolge convenzioni, aspettative o regole astratte, ciò che importa è essere felici, essere a proprio agio nei propri panni.

L’albo che condividiamo oggi ci ricorda, con apparente semplicità, che possiamo essere quello che vogliamo basta crederci, volerlo fortemente. Attenzione però che semplicità non fa rima con semplificazione!

Io sono un cavallo di Bernard Friotillustrato da Gek Tessaro  edito da Il Castoro narra la storia di un cammello che lavora al circo e che stufo della solita routine, decide di esplorare il mondo e cambiare vita. Lasciato il Circo, si avvia verso la città e qui incontra un semaforo blu che considera un buon segno, quindi attraversa la strada e s’imbatte su un annuncio sulla porta del Comune; l’annuncio dice: “Cercasi una guardia e un cavallo per sorvegliare i parchi comunali. Rivolgersi all’ufficio Parchi e Giardini”.

Il buon cammello trova l’annuncio perfetto per sé in fondo ha sempre desiderato essere un cavallo e ha bisogno di un nuovo lavoro! Cosicché, complice la miopia dell’impiegato comunale, il cammello è assunto come cavallo.

Soddisfatto, si dirige verso la stalla in attesa della guardia. Certo la guardia, che giunge alla stalla in cerca del suo cavallo, rimane perplessa di fronte al suo cammello-cavallo e comincia a subissarlo di domande e obiezioni che il buon cammello, fermamente convinto di volere essere un cavallo, riesce a smontare e qui un colpo di scena…sotto il cappello da guardia si cela una guardia poco convenzionale, una donna! Mai fermarsi alle apparenze e chi dice che una donna non può fare la guardia a cavallo in un parco? E chi dice che un cammello non può essere un cavallo? Basta volerlo ed essere creativi!

La narrazione di Bernard Friot è lieve, scansonata, ironica e briosa come le illustrazioni di Gek Tessaro con i colori brillanti, i personaggi buffi, il tutto in un ritmo perfetto e complementare tra parole e disegno che suggerisce libertà, induce alla creatività e mette molta allegria.

Una lettura che invita a un pensiero divergente ad andare oltre le rigide regole e le convenzioni e guardare alla vita fuori dagli schemi usando anche la fantasia.

Quella Fantasia nella quale c’è l’ideazione come ci dice il grande Gianni Rodari che, partendo dal frammento di Novalis: “Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare”, sostiene la necessità che l’immaginazione abbia un posto nell’educazione!

Buona lettura

Età dai 4+