Io sono soltanto una bambina.

Io sono soltanto una bambina.
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Io sono soltanto una bamina di Jutta Richter, illustrato da Hildegard Müller, tradotto da Bice Rinaldi, edito da Beisler è un libro che contiene tutta la sua essenza già nel titolo.

Io sono soltanto una bambina è una dichiarazione d’intenti e un avvertimento, ma attenzione adulti, è anche un modo di scimmiottarci.

Cosa facciamo, spesso, noi adulti quando non abbiamo voglia o non sappiamo come affrontare una questione con i bambini? Li liquidiamo con un: “sei soltanto un bambino!”

Il primo meraviglioso pregio di questo libro è che è scritto dalla prospettiva di un bambino con uno sguardo ironico al mondo degli adulti, quel mondo che, ne L’età d’oro di Kenneth Grahame, viene definito Olimpo, laddove gli adulti sono definiti gli Olimpii a sottolineare la distanza di visione.

La nostra protagonista, Hanna, è una bambina di 9 anni che vive, in una famiglia allargata, con la mamma, un papà numero due (sì ha un papà numero uno in Australia) e trascorre del tempo con una nonna piuttosto originale e gattofila che sfreccia nella sua cabriolet decapottabile per tutta la città.

Una famiglia apparentemente un po’ stramba, in realtà una famiglia come le altre nella quale si litiga, si fa pace e si condividono le piccole gioie della quotidianità.

Hanna è una bambina normale, certo con una forte personalità, certo forse un pochino litigiosa, ma soltanto una bambina!

Come tutti i bambini è abitudinaria e non ama i cambiamenti, tanto meno cambiare casa, salvo quando scopre che nella nuova casa avrà non una stanza ma due stanze: una per dormire e una per i giochi!

La giornata di Hanna si divide tra la scuola, i giochi, gli amici e la famiglia. Come per tutti i bambini ci sono giornate sì e giornate no. Può accadere che un sogno si realizzi, che finalmente grazie alla nonna arrivi il tanto desiderato gatto, e allora Hanna volerà nella sua bolla di felicità: “ la mia bolla luccicante di mille colori”, un giorno però può accadere di subire le prepotenze dei compagni e allora niente bolla di felicità e ad aggravare la situazione i malumori degli adulti solo perché si è difesa! E poi arriva la prima migliore amica, la migliore delle migliori, l’amica perfetta, e quella diventa una indimenticabile giornata Sì!

Un libro che racconta l’infanzia dal punto di vista di una sfacciata osservatrice, con una scrittura asciutta e ironica e quel disincanto sul mondo degli adulti che rende divertente il racconto permeato di autenticità e oggettività. Una fedele istantanea della contemporaneità.

Ci sono tutti gli ingredienti perché un bambino s’identifichi e si diverta: amicizia, scuola, il rapporto con i genitori, le tante regole da rispettare, i compagni di classe prepotenti, il tutto raccontato con schiettezza e dalla loro parte.

Il finale lascia un po’ sospesi, quasi a suggerire che Hanna e la sua famiglia potrebbero tornare con altri buffi episodi di ordinaria quotidianità!

Il libro è finalista terza edizione 2018 del Premio Strega Ragazze e Ragazzi nella categoria 6-10 anni

Dagli 8 anni