Il nutrizionista e le mamme

Il nutrizionista e le mamme
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Il ruolo del nutrizionista è quello di fare educazione alimentare, di creare una coscienza alimentare nel paziente, ciò significa imparare a mangiare, raggiungere un’armonia con il cibo che ci permette di gestire al meglio la nostra salute.Tutto questo è importante sempre, ma lo diventa ancora di più quando si parla di donne in gravidanza,  che allattano o di bambini in via di sviluppo.

Seguire una corretta alimentazione durante il periodo della gravidanza e successivo allattamento è fondamentale  per garantire il corretto sviluppo del bambino ed una sua adeguata crescita.Quando si pensa ad una donna in gravidanza erroneamente si crede che questa possa alimentarsi liberamente assecondando le sue voglie ed i suoi desideri. Non bisogna vivere la gravidanza come una malattia, ma è molto importante prendersi cura di se stesse durante questo delicato periodo della vita, coccolarsi sì ma volendosi bene.

La crescita, lo sviluppo e la salute del bambino dipendono dallo stato di nutrizione della madre prima del concepimento e dal tipo di alimentazione seguito durante la gravidanza.Il vecchio modo di dire di “mangiare per due” è stato da tempo superato; è più giusto dire che la donna in gravidanza deve mangiare due volte meglio.Un’alimentazione carente, inoltre, anche se non sembri modificare la concentrazione di nutrienti nel latte, la madre che allatta deve prestare attenzione alla propria dieta perché è da essa che la donna prenderà le sostanze per nutrire il proprio figlio.

Per la nutrizione del bambino, dallo svezzamento all’adolescenza, l’argomento non diventa meno rilevante. Durante il primo anno di vita del bambino, infatti, l’alimentazione è un indubbio fattore di crescita e di sviluppo. La novità dei primi cibi solidi rappresentano il suo primo momento di comprensione del mondo.L’alimentazione non riguarda solo l’accrescimento fisico dei bambini, ma è investita di significati emotivi strettamente connessi al loro mondo psicologico, ai loro sentimenti, al modo di mettersi in relazione con l’ambiente e di comunicare con gli altri. Ed un corretto sviluppo psicologico in questo periodo di scoperta garantirà in futuro un corretto approccio con il cibo.

Se il bambino è pigro nell’alimentarsi i genitori devono aiutarlo ad inserirsi in questo nuovo mondo senza mai forzarlo e soprattutto devono essere da esempio. L’imitazione del genitore può fare miracoli!

Dopo il primo anno di vita la presentazione di nuovi alimenti dovrebbe mirare, più che alla novità, ad ampliare la scelta degli alimenti e a diversificare il menù quotidiano.Il bambino adesso è in grado di comprendere che il cibo può significare qualcosa di più del semplice nutrimento, diventa opportunità di socializzazione e modo di confronto anche sul gusto.

Educare a mangiare tutto (purché sia sano) è possibile, ma insieme alle limitazioni il bambino deve ricevere il rispetto  per le sue preferenze e per l’espressione della sua autonomia.La responsabilità nell’alimentare i propri figli può essere per i genitori l’occasione per rivedere le abitudini alimentari di tutta la famiglia e per  comprendere che un’alimentazione sana è il primo passo per ottenere e mantenere una buona salute psico-fisica.

Rosita Calvagna

(Biologa-Nutrizionista)