Giacartina Warhol

Giacartina Warhol
Arte

Oggi ho un look diverso che mi riporta indietro agli anni ’60 del secolo scorso. In quegli anni – tua nonna te lo confermerà – le donne truccavano molto gli occhi, avevano capelli spesso corti e sbarazzini e indossavano mini abiti come quello che indosso, svasati sotto e smanicati.

Erano anni in cui il mondo si riprendeva dopo la terribile seconda guerra mondiale: la vita cambiava e ovunque nelle città aprivano supermercati pieni di roba da comprare. Per questo la pubblicità ebbe un ruolo molto importante, e da allora sempre di più.

A New York, l’americano Andy Warhol (1928 – 1987) fu attratto dal modo in cui certi prodotti fossero così utilizzati e visibili da diventare immediatamente riconoscibili da tutti. Iniziò così a dipingerli nelle sue tele. L’arte di quel periodo, di cui lui fu protagonista, fu detta ‘Pop art’, perché gli artisti si ispiravano a tutto quello che era ‘popolare’, cioè rivolto a tutti, come i fumetti, i cartoni animati, la pubblicità e, appunto, i prodotti di largo consumo.

Uno dei soggetti più dipinti da Warhol fu la lattina di zuppa della ditta Campbell che poteva essere acquistata per pochi centesimi da tutti gli americani. Quella che vedi accanto a me è la versione moderna che puoi trovare anche nei supermercati italiani. La rappresentava chiusa o aperta, schiacciata o con l’etichetta scollata; dapprima da sola, a riempire tutto lo spazio di grandi tele, poi ripetuta tante volte nella stessa tela, disposta su file sovrapposte, quasi come sugli scaffali del supermercato. Insomma: trasformò quella lattina da prodotto che tutti possono comprare a immagine d’arte, che in quanto tale puoi trovare in una mostra o in un museo! E ne fece anche la fantasia di un tessuto, come vedi.

I critici si sono chiesti quale fosse il suo scopo: criticare il consumismo? fare un’arte per tutti e capita da tutti? A chi gli chiedeva perché dipingeva così spesso quella lattina o le bottiglie di Coca Cola, lui rispondeva che, semplicemente, erano le cose che meglio conosceva (di quelle zuppe ne aveva mangiate tantissime!), e che lo colpiva il fatto che fossero prodotti che consumavano tutti, dal presidente degli Stati Uniti al senza tetto. «Una Coca Cola è una Coca Cola e non esiste nessuna somma di denaro che possa garantirti di bere una Coca Cola migliore di quella che sta bevendo un barbone all’angolo della strada», diceva.

L’essenza della sua arte quindi potrebbe stare nel rendere artistico il quotidiano, come quando si fa riprendere mentre mangia un hamburger con tanto di ketchup, per più di quattro minuti (puoi vedere il video qui https://www.youtube.com/watch?v=Ejr9KBQzQPM). Un’azione banale e normale, che milioni di persone facevano e fanno ogni giorno.

Warhol non aveva paura di ripetersi. Ad un certo punto non dipinse più con pennelli e colori, cioè costruendo manualmente l’immagine, ma usò una tecnica di stampa nuova, chiamata ‘serigrafia’, che gli permetteva di replicare la stessa immagine tante volte e in colori diversi. Con la serigrafia realizzò anche ritratti di persone famose (attori, cantanti, uomini potenti) e autoritratti, riprodotti più volte sulla tela ma alternando, per il viso e lo sfondo, colori forti e innaturali, in modo da impressionare chi li vedeva. Oggi questo stile è uno degli effetti più usati per modificare le fotografie con lo smartphone!

Andy Warhol era una persona molto stravagante, sempre al centro della scena dell’arte, e amava stupire e divertirsi perché, diceva, bisogna rendere «quanto più possibile allegra la vita, già cosi dura di per sé». Alle interviste rispondeva spesso in modo ironico e secco, come quando gli chiesero come vedesse il futuro del mondo. La risposta fu: «Con le lenti a contatto!».

Vuoi provare a inventare un’etichetta di un prodotto in scatola? Procura un barattolo di latta chiuso, come quello dei legumi, e togli la fascetta originaria. Prepara una striscia di carta delle stesse dimensioni della fascetta, aggiungendo per la lunghezza un paio di centimetri. Adesso divertiti ad immaginare cosa possa contenere il tuo barattolo e quando hai chiaro il prodotto (ti consiglio di fare delle prove su un foglio di carta), disponi sull’etichetta tutte le informazioni (nome, ingredienti, marca, data di scadenza, etc) o le immagini che servano a pubblicizzarlo! Infine incolla la striscia di carta sul barattolo. Se sei capace, puoi farlo anche al computer: stampa le tue etichette in serie da applicare a tanti barattoli che potrai regalare! E, chissà, in futuro la tua potrebbe diventare la nuova lattina cult!*

* Il laboratorio proposto è stato realizzato insieme all’artista VladyArt con gli allievi della scuola media A. Vespucci di Catania.