Giacartina Steinberg

Giacartina Steinberg
Arte In Evidenza

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in alcune vecchie fotografie che hanno attirato subito la mia attenzione: uomini e donne vestiti bene, in giacca e cravatta e in abiti eleganti, seduti composti o in piedi, guardano l’obiettivo della macchina fotografica. Niente di strano se indossassero delle maschere in testa: per la precisione dei sacchetti per il pane su cui qualcuno ha disegnato capelli, occhi, naso e bocca! Quel qualcuno si chiamava Saul Steinberg (1914 – 1999) ed è stato uno dei più importanti disegnatori del secolo scorso.

Quasi tutti gli artisti di cui ti ho parlato finora amavano disegnare, fin da quando erano bambini, ma poi da adulti hanno perfezionato il modo di disegnare per poi dedicarsi alla pittura o alla scultura. Per Steinberg invece il disegno rimase la principale forma con cui esprimere le proprie idee: lui infatti pensava che la pittura o la scultura fossero una «perdita di tempo» e un modo per abbellire quelle idee inutilmente. Di sé diceva: «Sono una mano che disegna e basta». E non solo: i suoi disegni sono molto semplici, realizzati con poche linee e senza colori. Sono essenziali! Ma nonostante questo sono molto comunicativi: ci dicono tanto con poco! Guarda tu stesso questo video che ci mostra un suo disegno intitolato “The line” (la linea in inglese) https://www.youtube.com/watch?v=n4PKZhdx_MY. Steinberg ha disegnato, su un foglio di carta lungo poco meno di dieci metri e mezzo, una linea, posta al centro, che diventa tantissime cose: la superficie dell’acqua di una città lagunare o dentro cui si tuffano dei nuotatori, il filo per stendere i panni, il davanzale di una finestra, i binari di un treno che corre su un ponte, il deserto su cui sorgono le piramidi, un balcone, la pista di un aeroplano, un tavolo, e tanto altro! Ti accorgerai della essenzialità dei suoi disegni che però posseggono una straordinaria capacità di raccontare!

Proprio per questa sua capacità, Steinberg ha disegnato per tantissimi anni le vignette di un importante giornale americano, il “New Yorker”. Le sue erano delle vignette pungenti, che magari capivi dopo, perché avevano un’aria innocente, come disse lui in un’intervista: . «L’aria innocente è fondamentale. Senza, non si ride».

Queste sue parole penso si possano applicare alle foto che mi hanno così colpito e fatto sorridere: la particolarità sta nel contrasto tra l’aspetto così normale e distinto di queste persone e quelle maschere così strane che indossano. Chi lo farebbe nella vita reale? Allora capisci che stanno giocando, che si sono prestati al gioco di un artista: vestire panni di personaggi diversi. Però in quelle maschere c’è anche un significato: spesso non mostriamo realmente ciò che siamo ma mentiamo per paura, timidezza o vergogna, e ci comportiamo come se indossassimo appunto una maschera.

L’attività che ti propongo è di realizzare una maschera come quelle di Steinberg. Procura un sacchetto di carta marrone, come quello per il pane o con i manici. Se ha delle scritte in entrambe le facce, rivoltalo delicatamente stando attento a non strapparlo. Adesso infilalo in testa e con l’aiuto di un adulto accorcialo più o meno sotto il mento. Puoi scegliere di fare un taglio dritto oppure tondeggiante, o ancora lasciare una parte allungata come se fosse un collo. Con dei colori disegna una faccia che non sia realistica: occhi geometrici, allungati, a spirale; frecce per nasi; bocche grandi, spalancate con i denti in bella vista, oppure labbra piccole e chiuse; aggiungi pochi segni per i capelli. Adesso indossa un abito buono, mettiti in posa, indossa la tua maschera e fatti scattare una fotografia. Spediscila ai tuoi amici: strapperai loro un sorriso!