Giacartina Maier

Giacartina Maier
Arte In Evidenza

Ogni volta che usciamo fuori di casa incrociamo tantissime persone ma quasi sempre andiamo così di fretta che non ci facciamo neppure caso. Alcune volte però capita che qualcuno colpisce la nostra attenzione: una coppia che si tiene per mano, una bambina che gioca con un palloncino o un’altra che piange, un uomo che chiede l’elemosina accovacciato a terra, una signora elegantemente vestita o un vecchio addormentato.
Li osserviamo, rimangono nella nostra memoria per un po’, ma poi ritorniamo alla nostra vita, spesso dimenticandocene.

C’era una fotografa che per tutta la vita ha costruito un lungo diario raccontando quei frammenti della vita degli altri! Non con la scrittura ma con la fotografia. Infatti ogni volta che usciva di casa appendeva al collo la sua enorme macchina fotografica per non farsi sfuggire nessuno di quei frammenti: si chiamava Vivian Maier (1926-2009).

Fino a dieci anni fa nessuno la conosceva come esponente della fotografia di strada (quella, cioè, che ritrae le persone mentre vivono la vita di tutti i giorni). Poi un giorno John Maloof, un giovane di Chicago appassionato di storia della sua città, acquista all’asta degli scatoloni pieni di rullini! Sviluppandoli scopre per primo la grande bravura di Vivian nel raccontare storie attraverso le immagini. Le mette in rete e tutti, ma proprio tutti, si innamorano di quelle storie! Perché lì dentro ci sono tutti gli ingredienti della vita: l’infanzia e la vecchiaia, la gioia e la tristezza, l’amore e la rabbia, la solitudine e la morte! John Maloof allora si mette alla ricerca di Vivian, ma non farà in tempo: lei muore prima che lui possa conoscerla. In compenso incontrerà e intervisterà chi l’ha conosciuta, cioè le famiglie che l’hanno assunta come bambinaia e i bambini, ormai adulti, che lei ha cresciuto.

Da quelle persone abbiamo scoperto poco della vita di Vivian Maier perché lei era schiva e riservata e questo creava attorno a lei un alone di mistero. Sappiamo che nacque a New York, che sua madre era francese e suo padre austriaco, che per tantissimi anni lavorò come bambinaia, a New York e a Chicago, crescendo i figli degli altri! Quei bambini cresciuti hanno raccontato che a volte era dolce e materna, altre severa e dura. E che portava sempre con sé la macchina fotografica.

Tutto il resto che conosciamo su di lei lo sappiamo attraverso le sue foto. Ne scattava un’infinità! Più di centocinquantamila!

Tu sei abituato a vedere subito le fotografie che ti scattano o che scatti! Un tempo invece – chiedi ai tuoi genitori o ai tuoi nonni – le fotografie finivano impresse in un rullino che stava dentro la macchina fotografica, e si doveva portare quel rullino in un negozio per farlo ‘sviluppare’ e vedere le fotografie fatte. Vivian non sempre sviluppava le sue fotografie, ma raccoglieva gelosamente tutti i suoi rullini in scatoloni che ad ogni trasloco portava con sé perché erano la sua vita, disse un giorno a una persona.

Dagli autoscatti che lei si faceva spesso allo specchio, il suo volto sempre serio e concentrato ci è ora familiare! Era alta, indossava camicie maschili, larghi cappotti, stivali e grandi cappelli, quasi come se volesse nascondersi e non essere notata. E amava viaggiare: alcune delle sue foto sono state scattate in posti lontani, quasi come a volere raccontare le storie del mondo intero.

Vivian Maier è ritenuta una fotografa di talento. Sebbene pochi quando era in vita l’abbiano conosciuta, oggi tanti la conoscono attraverso ciò che lei ha visto.

Le fotografie di Vivian Maier raccontano attimi. Oggi ti propongo di osservarne alcune e provare a raccontare l’attimo prima e l’attimo dopo! Inizio io. Ho scelto una sua foto in cui un anziano giornalaio si è addormentato seduto dentro la sua edicola, con la testa appoggiata sulla mano. Intorno a lui solo giornali e riviste! “C’era una volta un edicolante annoiato perché nessuno comprava i suoi giornali. Era tanto annoiato che si addormentò. Una ragazza che passava di lì lo notò. Pian piano prese posto seduta vicino a lui, appoggiò la testa sulla sua spalla e sprofondò nel sonno anche lei”. Adesso tocca a te!

Sabato 9 dicembre andiamo insieme a vedere la mostra attualmente in corso a Palazzo Valle (Catania).

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Credits photo © Vivian MaierMaloof Collection