Giacartina Haring

Giacartina Haring
Arte In Evidenza

Hai mai visto i disegni e i graffiti preistorici? Con pochi tratti l’uomo della preistoria riusciva ad esprimere il suo rapporto con il mondo esterno, fatto di paure, speranze e bisogni. Poco tempo fa in America, vi fu un artista che fece lo stesso, usando immagini semplici ma piene di significato! Si chiamava Keith Haring (1958-1990).

Fin da quando era un bambino non fece altro che disegnare! Era stato suo padre, fumettista, a insegnargli a disegnare animali o cose buffe e da allora Keith lo ha sempre fatto, anzi più diventava grande e più disegnava in grande!

Poco più che diciottenne, dalla Pennsylvania, sua città natale, si trasferisce a New York (la Grande Mela!) che negli anni ’80 era la capitale della cultura. Qui conosce e diventa amico di artisti stravaganti, ma per lui assai affascinanti, che si esprimevano con graffiti in giro per la città, nelle strade, nelle metropolitane, nei locali: era nata la street art!

Un giorno notò in una stazione della metropolitana dei pannelli pubblicitari inutilizzati e coperti da carta nera: vi fece dei disegni con il gesso bianco (sono i subway drawings, disegni della metropolitana in inglese). Prima uno, poi il secondo e così via, fino a quaranta in un giorno. Erano omini stilizzati, disegnati con la sola linea di contorno, tracciata senza mai staccare il gesso dal foglio. Ne fece a centinaia e doveva disegnare più velocemente possibile, senza poter correggere niente, perché disegnare sul muro è illegale e rischiava che la polizia lo arrestasse (ed è stato arrestato tante volte!). In quel periodo divenne familiare a coloro che prendevano la metropolitana, tanto che si fermavano ad osservarlo creare! La metropolitana divenne, come ha detto lui stesso, un “laboratorio” per realizzare le sue idee e sperimentare.

Fu quella esperienza che gli fece capire che l’arte doveva essere accessibile a un pubblico più ampio possibile. Lui infatti pensava che «l’arte è per tutti», cioè pubblica, a disposizione e a servizio di tutti! E questo è il fine a cui lavorò una volta diventato famoso. Ha infatti dedicato gran parte del suo tempo a opere create per le organizzazioni di beneficenza, gli ospedali, i centri per la cura dei bambini e gli orfanotrofi. Adorava i bambini («sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato», diceva) e li ha coinvolti nella realizzazione di alcune opere (fino a 900 contemporaneamente); ha tenuto laboratori di disegno per loro, nelle scuole e nei musei, e se un bambino glielo chiedeva faceva un disegno sulla sua maglietta! Inoltre ha realizzato murales in tutto il mondo e ha aperto un negozio che vendeva a basso costo magliette, giocattoli, poster, spille e magneti con le sue immagini ormai celebri.

Era ottimista Keith, e seguiva con forza le sue idee. Aveva un aspetto simpatico, magro coi capelli ricci e gli occhiali sul naso. Così, giovane e creativo, lo ricorderemo per sempre, perché è morto a soli trentuno anni, ma riuscendo in poco tempo a diventare un artista universalmente noto e amato! E in pochissimi anni ha dato vita a uno stile inconfondibile fatto di quegli omini che aveva realizzato col gesso, ma che poi sono diventati coloratissimi (gialli, rossi, verdi, blu) e delimitati da un contorno marcato, perlopiù nero. I suoi omini sono senza volto perché possono essere qualunque persona e chiunque vi si può riconoscere: ballano, si abbracciano infischiandosene dei colori diversi, si intrecciano, si incastrano. Ci sono anche cani che abbaiano, mostri, angeli, cuori con braccia e gambe o con le ali, o figure dei cartoons, come Topolino. E tutti questi personaggi sono sempre attorniati da piccoli tratti, come se fossero raggi.

Con questo stile semplice ha saputo raccontare cose importanti come l’uguaglianza, il razzismo, la malattia, la guerra, la nascita, la morte e la pace.

Gli omini di Haring assumono moltissime posizioni e sembrano vivi. Ti propongo quindi di animarne uno! Dopo aver osservato bene le sue opere, su un cartoncino spesso disegna con un pennarello nero le sagome delle diverse parti del corpo: la testa con il collo, il busto, gli avambracci, le braccia con le mani, le cosce, le gambe con i piedi. Ritaglia le varie parti. Con l’aiuto di un adulto e servendoti di piccoli fermacampioni, monta braccia e gambe e poi agganciale al busto, così come la testa. Una volta pronto puoi divertirti a fargli assumere le diverse pose. L’omino che hai realizzato ti servirà anche per tracciare su un foglio sagome diverse da colorare nello stile di Keith Haring!

Domenica 12 novembre questa attività creativa verrà proposta durante un laboratorio al Pop Up Market edizione Underground, in Piazza Giovanni XXIII. Ci vediamo lì per realizzare insieme tanti allegri omini colorati!