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Giacartina Fontana

Giacartina Fontana
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In queste sere di agosto si ha il naso puntato all’insù, sperando di vedere una stella cadente ed esprimere un desiderio. Nel silenzio del cielo è inevitabile pensare a quanto sia grande lo spazio e a quanto piccoli siamo noi! E in questi giorni si rimane pure ad osservare la luna che sembra ricambiare il nostro sguardo, sorridendoci! Ah, la luna! Lo sai che l’uomo ci ha messo piede, vero? Era il 1969 e quel piede era dell’astronauta americano Neil Armstrong che pronunciò la mitica frase: «Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità».

Quattro anni prima un altro astronauta, il russo Alexey Leonov, attaccato con la corda alla sua capsula, fu invece il primo uomo a fare una passeggiata nello spazio, per dodici minuti. L’artista italiano Lucio Fontana (1899-1968) volle rappresentare quell’episodio con l’opera in cui sono saltata dentro, che si intitola “Concetto Spaziale”. Fa parte della serie dei suoi ‘Teatrini’, opere giocose, simili a scenografie, in cui una costruzione di legno, come una cornice, circonda la tela e su di essa proietta un’ombra. In questo teatrino, l’ombra proiettata secondo alcuni ricorda proprio quella di Leonov, mentre secondo altri ricorda il cordone ombelicale del bimbo nel grembo della mamma.

Li vedi i buchi sulla tela? Lucio Fontana li faceva spesso, non con violenza o casualità ma sempre in maniera controllata, lenta e precisa. Un giorno in un’intervista disse: «La mia scoperta è stato il buco e basta: io son contento anche di morire dopo quella scoperta»! Per lui, infatti, la tela non era una superficie da riempire con i colori e le figure, ma andava sfondata con buchi o con tagli. Proprio per i tagli su tele bianche è divenuto famoso.

Perché aveva avuto l’idea di fare i buchi e i tagli? Per rompere lo spazio chiuso del quadro e crearne uno nuovo, dando a chi guarda il quadro «un’impressione di calma spaziale», come disse lui. Chi guarda con attenzione, oltre quei buchi vede il buio, e può immaginare che oltre ci sia uno spazio infinito in cui poter saltare dentro! Proprio come tu stasera, guardando lo spazio infinito del cielo, forse immaginerai di poterci passeggiare come quel primo astronauta che ha ispirato Lucio Fontana!

Vuoi costruire il tuo teatrino spaziale? Ti servono due cartoncini quadrati (di 15 centimetri per lato), uno nero e l’altro colorato (rosso, giallo o verde andranno bene). Sul quadrato nero, con una matita bianca, traccia una cornice di 3 centimetri di spessore e dentro disegnaci una forma astratta collegata alla cornice (puoi ispirarti alle immagini dei teatrini di Lucio Fontana che troverai su internet). Ritaglia con cura la tua forma, facendo attenzione che non si stacchi dalla cornice. Procura della spugna e ritaglia delle striscioline della larghezza della cornice. Fissale con la colla dietro il cartoncino nero. Poi, ancora con la colla, fissa alle striscioline di spugna il cartoncino colorato. Infine usa la spugna come base per bucare il cartoncino colorato. Et voilà: hai inquadrato una porzione di spazio!

 

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