Giacartina Duchamp

Giacartina Duchamp
Arte In Evidenza

Mentre passeggi per un museo potresti trovarti davanti a opere che a tanti fanno esclamare: “Come si fa a considerarle arte?”

Ad esempio, al MOMA di New York, uno dei musei più importanti del mondo, si può vedere una ruota poggiata al contrario su uno sgabello! Io ci ho montato su un sellino e dei pedali, ci sono salita sopra e mi sono trasformata in un’artista di strada! E scommetto che l’autore di quell’opera ne sarebbe stato contento!

Adesso sei curioso di sapere chi è l’autore, vero? Facciamo un salto indietro nel tempo. Andiamo a Parigi, più di cento anni fa. L’artista francese Marcel Duchamp (1887-1968), che fino a quel momento si era dedicato alla pittura, ha deciso di smettere di dipingere e di interessarsi alle idee! Vuole concentrarsi nel gioco degli scacchi, costruire congegni meccanici e inventare nuove forme d’arte. Un giorno, forse per gioco o per noia, ha la felice idea di fissare al contrario una ruota di bicicletta ad uno sgabello da cucina. Ogni tanto fa girare la ruota con la mano: guardarla ruotare lo rilassa «come le fiamme che danzano in un camino». Gli piace così tanto quella ruota sullo sgabello di legno che quando si trasferisce a New York ne realizza un’altra identica, e in seguito ne farà altre versioni.

Decide che considererà quella ruota montata sullo sgabello un’opera d’arte, come se fosse una scultura “bell’e pronta”, meravigliando e “sfidando” l’osservatore, perché non ha nulla a che fare con quello che solitamente si intende per opera d’arte. La chiama ready-made: in inglese significa già fatto, mentre in francese si chiama objet trouvé, cioè oggetto trovato.

Di certo ti starai chiedendo qual è il suo senso! A volte il senso di un’opera (e non è sempre detto che ne abbia uno) sta nell’idea che l’ha prodotta! In questo caso Duchamp ha avuto l’idea di scegliere quei due oggetti già pronti, né belli e né brutti, ma solo oggetti ordinari. Li toglie al loro abituale utilizzo e contesto: la ruota è fatta per muoversi in giro per strada, lo sgabello per sedersi sopra. Ma, siccome lui è un artista, sceglie di innalzare quei due oggetti, messi insieme, a opera d’arte, degna di stare in un museo o in una mostra!
Lo farà altre volte: con uno scolapasta, una pala da neve e un portacappelli che appenderà al soffitto, con un attaccapanni che fisserà al pavimento, e perfino con un orinatoio che presenterà capovolto col titolo di ‘Fontana’.

Duchamp non amava solo inventare i suoi ready-mades, con i quali rivoluziona per sempre il concetto di arte, ma si diverte anche a ritoccare riproduzioni di immagini, persino famosissime e direi sacre, come la Gioconda di Leonardo da Vinci, alla quale aggiunse baffetti e pizzetto. E si divertiva a farsi fotografare vestito da donna: sì, perché aveva un alter ego femminile che si chiamava Rrose. Prova a cercare le sue foto sul web!

Oggi ti chiedo di realizzare un ready-made: vai in giro per la casa e scegli (ma chiedi prima il permesso) due oggetti che hanno due funzioni diverse. Montali insieme con l’aiuto di un adulto, usando colla, scotch, spago, graffette, puntine o altro, dando vita ad un oggetto diverso, ispirato ad uno reale o inventato dal nulla. Infine dagli un titolo e affrettati a scattare una foto: qualcuno potrebbe per sbaglio gettare la tua opera nella spazzatura, proprio come è successo alla prima ruota di Duchamp!