Giacartina Bourgeois

Giacartina Bourgeois
Arte In Evidenza

Le esperienze che si vivono da bambini non si dimenticano mai e rimangono sotto forma di ricordi, ‘cuciti’ dentro di noi! Soprattutto quelle che ci hanno provocato forti emozioni, belle o brutte che siano, come una grande gioia o una grande tristezza. Ma se una gioia scoppia subito in una risata, in un salto o in un abbraccio, spesso i sentimenti negativi non li esprimiamo e a volte fanno pericolose radici nei nostri cuori. Sarebbe invece bene buttarli fuori. L’arte può essere un modo per farlo: dare vita alle proprie emozioni, come se fosse una cura che poi fa sentire meglio!

La pensava così una scultrice e artista molto affascinante, morta solo pochi anni fa, dopo una vita lunghissima: Louise Bourgeois (1911-2010). Nacque a Parigi ma da sposata si trasferì a New York, diventando amica di Mirò e Duchamp. Qui cominciò a realizzare opere d’arte e negli anni divenne così apprezzata che fu la prima artista donna alla quale fu dedicata una mostra al Museum of Modern Art (MoMA).

Guarda come mi sono immaginata, con un collage: il cuore in evidenza è una sua scultura, la gonna che indosso è un tessuto a lei appartenuto, i fiori rossi e il ragno che ho vicino sono suoi dipinti e disegni!

Tutta la sua opera si basa sulle emozioni vissute da bambina (rabbia, paura, solitudine) che lei, attraverso la memoria, riporta alla luce, affrontandole! Alcune esperienze dolorose avevano ‘rotto’ qualcosa dentro di lei, e per questo si sentiva incompleta, come spesso capita anche a noi! Con l’arte ha cercato di ricucire come con un filo i pezzi mancanti!

Come quando da ragazzina aiutava i genitori nel loro lavoro di riparazione di tessuti antichi: cuciva fiori dove c’erano dei buchi. Ha avuto un rapporto doloroso con suo padre e ha adorato profondamente sua madre. La vedeva come un ragno: non solo per il lavoro che faceva, che la portava ad avere sempre il filo tra e dita, come il ragno che tesse la tela, ma perché il ragno è utile e protettivo, come una madre. L’amava così tanto che da grande ha realizzato delle sculture giganti in metallo, alte oltre 10 metri, raffiguranti proprio un ragno e le ha intitolate Maman (madre in francese).

Ha disegnato sempre, anche di notte! E scriveva tantissimo nei suoi diari. Ha iniziato a scriverli da quando era dodicenne: pensieri, ricordi, poesie. Tra disegni e scrittura nei suoi diari trovi tutto ciò che lei ha amato, a cominciare dalla natura in cui da piccola viveva immersa: fiori, nidi, montagne, nuvole, alberi, fiumi. Altri diari li riempiva con frammenti di vestiti appartenuti alla madre o a se stessa: lo fa come se fossero speciali fotografie del passato che le ricordano come si sentiva quando li indossava. A me fanno venire in mente i libri di stoffa dei bambini piccolissimi, da toccare, guardare, sentire e, in questo caso, odorare!

Oggi ti propongo di iniziare a raccogliere le tue emozioni! Compra un taccuino e inizia a riempirlo con gli oggetti che ti hanno provocato un’emozione: il biglietto del cinema, la foglia raccolta durante una passeggiata nel bosco, una fotografia, un disegno. Mescola oggetti e scrittura: accanto al biglietto del cinema scrivi le parole del film che più ti hanno colpito, vicino alla foglia annota perché hai scelto quella tra tante, accanto al disegno scrivi una breve descrizione. Puoi anche scrivere un pensiero a fine giornata, una cosa sentita che ti ha colpito, un frammento di poesia che hai letto a scuola. E ogni volta in basso o in alto indica la data. Non devi farlo ogni giorno, ma ogni volta che vuoi conservare il ricordo di un’emozione sai che il tuo diario è pronto ad accoglierlo.