Cose incantevoli da fare a Bilbao con i bambini

Cose incantevoli da fare a Bilbao con i bambini
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articolo di Mercedes Auteri, mamma viaggiatrice e insegnante di Didattica per il Museo all’Accademia di Brera*


Ecco qui alcune cose da fare, approvate dal mio piccolo Santiago e che, lui ed io, ci sentiamo di consigliarvi se decidete di andare nei Paesi Baschi per una settimana. Sappiate subito che a Bilbao (Bilbo in lingua basca) e dintorni ogni isolato (avete letto bene, non ogni quartiere ma proprio ogni strada) ha il suo parchetto per i bimbi e ogni fermata della metropolitana e grande scala cittadina hanno un ascensore ad un lato per salire coi passeggini, per i disabili o per i nati stanchi. Il popolo basco è fiero della sua cultura e della sua lingua e ha un altissimo rispetto della sua storia, della sua arte, della sua natura ma anche del prossimo, dimostrando grande pulizia e accoglienza.

  • Primo giorno a Bilbao. La passeggiata sul fiume che i bilbaini chiamano “la Ria”, percorretela fino ad arrivare al Museo Guggenheim, costruito dall’architetto Frank Ghery con un materiale spaziale, il titanio, che lo fa sembrare un’astronave atterrata in mezzo alla città o un grande drago a riposo con le squame fluorescenti. Dentro ci sono sempre interessanti mostre ma già basta l’edificio e il parco giochi antistante per conquistare i grandi e i piccini di ogni età.
  • Secondo giorno a Bilbao. Un giro al quartiere vecchio: Casco Viejo, per conoscere il cuore antico della città, la piazza Nueva, il mercato de la Ribera, le stradine medioevali e la Cattedrale di Santiago da cui passano molti pellegrini che percorrono il cammino del nord verso Compostela. Dalla piazza Miguel de Unamuno, attraverso ripide scale, o dalla piazza dell’Ayuntamento, con un ascensore, si può salire fino al Monte Etxebarria, per godere del grande parco, sorto dove prima c’erano delle ciminiere poi in disuso, dei giochi e della vista panoramica su tutto il territorio.
  • Terzo giorno a Bilbao. Un giro in battello verso la Baia dell’Abra per godere della vocazione per l’acqua di una città che ha costruito, prima sul commercio marittimo e poi sulle attrazioni architettoniche e turistiche, la sua fortuna economica. Prima che arrivassero Frank Ghery con il suo museo, Philippe Starks con il suo centro culturale, Santiago Calatrava con il suo ponte, Norman Foster con i suoi ingressi per la metropolitana, prima di tutte le archistar che sono accorse e ancora accorreranno (questa capacità di rinnovarsi architettonicamente, continuamente, è proprio una delle cose più affascinanti del posto), insomma, prima di tutti c’è stato Alberto Palacio (allievo di Gustave Eiffel, quello della famosa torre di Parigi) che, nel 1893, ha costruito il Ponte Vizcaya (Biscaglia è il nome di questa regione dei Paesi Baschi). Dovete andare a vederlo. È il più antico ponte trasportatore del mondo che collega due sponde opposte del fiume Nervion (Portugalete e Las Arenas) senza bloccare il traffico marittimo, attraverso una cabina basculante che vola sul fiume attaccata al ponteggio (e che, se non soffrite di vertigini, potete percorrere anche dall’alto, salendo con l’ascensore). Mentre siete in zona andate coi mezzi o fate una lunga passeggiata in qualcuna delle belle spiagge di Getxo dal lato di Las Arenas. Getxo è un antico villaggio di pescatori, gioiello, e se andate in estate un bel bagno in queste larghe spiagge del golfo di Biscaglia, insenatura dell’Oceano Atlantico, è sempre rigenerante.
  • Quarto giorno a Bilbao. Playa de Sopelana. Con la stessa carta della metropolitana potete accedere a tutti i mezzi (ascensori e ponti sospesi compresi) di Bilbao e provincia, perciò se la stagione è calda, se siete degli appassionati di surf e delle camminate, non può mancare questa tappa. Natura incontaminata. Spiagge immense, alternate da scogliere con falesie a picco sul mare, plasmate dalla potenza oceanica delle onde. E poco più in là, l’immancabile parco giochi per bambini e qualche ristorante con terrazza e con i migliori pintxos (che sono le rinomate tapas, aperitivi, dei baschi) che abbiamo trovato durante la nostra permanenza.
  • Fuga a San Sebastian, primo giorno. Donostia, come chiamano la città i baschi, è una città smagliante, piena di vita e di angoli di paradiso. Potete fare un giro nel quartiere vecchio, scoprire le bellezze della Cattedrale e del Museo Sant’Elmo, e poi sul lungo mare per fare un bagno alla Playa de la Concha. Nelle ore più assolate andate nella sede estiva della biblioteca comunale, sotto i portici sulla spiaggia. Ci sono libri e giochi da tavolo per i più piccini e romanzi in varie lingue e riviste per i più grandi. Comode sdraio e tavolini all’ombra per passare sieste indimenticabili. Sul lungomare della Concha ci sono anche varie oasi gioco e una giostra antica coi cavalli stile primo Novecento. Se al mare preferite la montagna, scalate il Monte Urgull, un percorso di mezz’ora scarsa vi porterà in cima ad ammirare un paesaggio mozzafiato.
  • Fuga a San Sebastian, secondo giorno. Potete andare in bus o passeggiando fino alla Playa de Ondarreta, infondo al lungomare ci sono delle sculture dell’artista donostiense Edoardo Chillida che si chiamano “pettini del vento”, a celebrare l’incessante influenza degli agenti atmosferici sulla materia. Poco più in là c’è una delle più antiche funicolari di Spagna, con le nuove cabine rimaste del tutto simili alla prima del 1912. Una volta sul Monte Igueldo oltre alla vista incredibile scoprirete dei giochi antichi, giostre, macchinine, trenini, barche che navigano sullo strapiombo, misti a giochi nuovi e ogni sorta di leccornie per il palato (churros, frittelle lunghe e zuccherine, realizzate fresche all’istante) e per lo spirito (la natura rigogliosa che riempie l’aria intorno).
  • Fuga a Guernica. Le Province Basche sono tre: Alava, Guipúzcoa (dove c’è San Sebastian) e Vizcaya (che comprende sia Bilbao che Guernica). Guernica è un posto speciale e, per gli amanti della natura e del birdwatching, rientra nell’oasi della Biosfera Urdaibai molto bella da visitare. La sua storia però, da raccontare soprattutto ai bambini un poco più grandi di Santiago, è legata ad un bombardamento che avvenne durante la Guerra Civile spagnola nel 1936 e che la distrusse completamente facendo centinaia e centinaia di vittime. È un luogo simbolico perché spiega come anche davanti alle atrocità della guerra, la pace riesca sempre a trionfare nel cuore degli uomini. Qui, nel medioevo, c’era un albero sacro, un’antica quercia, sotto cui giuravano i membri del parlamento basco. Da sempre i baschi avevano avuto un’impostazione indipendentista nei confronti della Spagna perché, per storia e per lingua, si sentivano molto diversi dal resto di quella nazione e, infatti, oggi hanno avuta riconosciuta la loro autonomia dopo anni di dure lotte. Ai tempi in cui comandava il generale Franco, però, furono puniti immotivatamente perché questo dittatore disse a Hitler che se voleva provare le bombe che avrebbe usato durante la Seconda Guerra Mondiale in Spagna lui gli avrebbe concesso di bombardare proprio Guernica. Fu un atto triste, vile, impunito che fece sì che Guernica diventasse il simbolo degli orrori umani nel famoso quadro dipinto in suo onore da Pablo Picasso. Oggi la cittadina è tutta nuova, ricostruita nel secondo Novecento appunto, ma lì ha sede il commovente Museo della Pace e, dalla vecchia quercia venerata secoli fa, sono nate nuove querce che ricordano al mondo la sacralità della natura e la necessità di rispettare con la tolleranza e la solidarietà il suo ordine.

Se volete organizzare altre fughe da Bilbao, magari noleggiando un’auto per esplorare la costa basca, non ve ne pentirete, ci sono molti piccoli villaggi e scogliere incantate sia andando verso l’interno della Spagna del nord, Santander, sia andando verso la Francia, Biarritz. Se invece non fate fughe dedicandovi alla magica Bilbo ancora qualche giorno, se amate l’arte, vi raccomandiamo anche il Museo di Bellas Artes, dentro al Parque di Dona Casilda. Se siete amanti delle camminate, ci sono moltissimi sentieri percorribili e ben indicati intorno a Bilbao, verso il monte Artxanda e raggiungendo il Cammino di Santiago che passa da Portugalete (coi bimbi piccoli però si può farne solo un pezzettino breve perché poi diventa ripido, ma per noi è stato d’obbligo visto che Santiago si chiama così proprio per questo percorso che i pellegrini hanno battuto per secoli e porta a Santiago de Compostela… ma questo è un altro viaggio)!

Noi ci abbiamo passato dei giorni meravigliosi e speriamo che possa capitare lo stesso anche a voi. Allungante pure questa lista o dimenticatela, non importa, una volta in viaggio il vostro viaggio sarà diverso e, chissà, pure più bello. Buon cammino!


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