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Ciciuliare fa bene…alla salute

Ciciuliare fa bene…alla salute
Ciciulio Psicologia/pedagogia

A dispetto di quanto ci dicono mariti e familiari vari  “ma che ciciulii tutto il tempo?” “ ma che avete da raccontarvi tutto il giorno?”, ciciuliare fa bene, e non lo dice solo qualche mamma amante del ciciulio, ma lo dice la scienza.

Studi di psicologia comportamentale hanno dimostrato che pensare introspettivamente a sé stessi attiva delle zone cerebrali specifiche della gratificazione del sé. Il comunicare agli altri i propri pensieri esalta quest’ attivazione.

Ma parliamo di noi…

Tutto comincia dal momento in cui compri il test e già ti senti un po’ incinta. Vuoi dirlo al mondo intero, ma forse no, è una cosa solo tua, però poi l’ emozione scoppia e in 24 ore hai informato tutti i contatti che hai in rubrica.

Da quel momento ci aspettano 9 lunghi mesi (ancora da mamma non ho capito se sono troppi o troppo pochi) in cui ti assale ogni dubbio e fai domande a chiunque abbia già partorito almeno una volta nella vita.

Poi il parto,a cui ti sei preparata con corsi, prove di respirazione (ma “dal vivo” è tutta un’altra cosa). E cominci a capire che da ora in poi niente è più prevedibile. Torni a casa con un dono meraviglioso tra le mani ed hai voglia di raccontare a tutti quei momenti tragicamente meravigliosi in cui hai messo al mondo tuo figlio.

Ma è proprio in questo momento che spesso ti senti sola, anche in mezzo alla gente. Ok, con te, se sei fortunata, ci sono marito, genitori, fratelli, zii, ma in questo momento della vita hai bisogno di qualcuno vicino che provi quella “gioia-dolore-confusione-ansia-paura-tristezza” proprio come te, qualcuno con cui parlare a cuore aperto.

Abbiamo “semplicemente” bisogno di condivisione e di empatia !

La condivisione con le altre persone delle nostre emozioni può essere un modo per chiedere aiuto e quindi per gestire meglio la propria reazione emotiva. Quando raccontiamo a qualcuno il nostro stato d’animo, siamo costretti a mettere ordine, a chiarire più precisamente ciò che ci succede, quindi a comprendere meglio le sensazioni fisiche che accompagnano l’emozione.

Se poi le persone a cui ci rivolgiamo mostrano di capire e di accettare come giusto e legittimo il nostro stato emotivo, di riuscire a mettersi nei nostri panni, ci sentiamo rassicurati e ciò rinforza il nostro senso di appartenenza al gruppo e stabilisce una sintonia emotiva. Noi mamme (noi donne) abbiamo il bisogno ed anche il diritto/dovere di raccontarci e confrontarci perché nessuna può veramente farcela da sola se vuole mantenere il proprio equilibrio cognitivo ed emotivo.

Anche un famoso teorico dell’ attaccamento ( e pure uomo) Bowlby dichiara che “Occuparsi di neonati e bambini non è un lavoro per una persona singola. Se il lavoro deve essere fatto bene e se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino non sia troppo esausta, chi fornisce le cure deve a sua volta ricevere molta assistenza”.

Non a caso esistono figure come la consulente dell’allattamento, la Doula o la Mother assistant, un’ “assistente- mamma” che offrono sostegno pratico e supporto emotivo e informativo alle donne dal periodo della gravidanza al post-parto fino ad un anno e più del bambino,che si prende cura del benessere fisico e offre un supporto emozionale.

Una “rete di salvataggio”,allora, intorno al mondo della maternità, fatta da professionisti, parenti e dalle amiche con cui puoi ciciuliare di ogni cosa (che sia il colore della pupù del tuo piccolino o il vaccino da dover fare o meno).

Nel ciciuliare ognuno si mette in gioco, porta qualcosa di se e della sua storia, riflette a voce alta sulla propria neo- genitorialità.

Allora non possiamo avere paura di discutere a volte anche animatamente di alcuni argomenti è normale, ci sta. Stiamo parlando e decidendo di che genitore scegliamo ogni giorno di essere e della vita dei nostri figli.

E non pensiamo che “ciciuliare” sia da femminucce”, ciciuliare nelle terre del sud vuol dire bisbigliare, parlottare, come è giusto fare tra persone che si fanno confidenze in spensieratezza, a bassa voce.

Daniela Motta

(Pedagogista)

 

 

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