Babbo Natale, Gesù Bambino e il Piccolo Principe

Babbo Natale, Gesù Bambino e il Piccolo Principe
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Ho scoperto che Babbo Natale non esiste. A dirmelo è stato mio figlio, un bambino di quasi 6 anni. A lui lo ha detto la maestra di religione, a scuola. Dopo un primo momento di stupore, dovuto alla inaspettata notizia, sono seguiti nell’ordine: il disappunto, la tristezza e la preoccupazione.

Provo disappunto nei confronti di quella maestra che ha detto a bambini di appena 6 anni che un personaggio fantastico come Babbo Natale non esiste, privandoli della possibilità di credere in qualcosa di magico. Ho provato tristezza perché ho rivissuto con precisione il momento in cui da bambina mi venne detto con derisione da un bambino più grande. Il dubbio che non esistesse lo avevo ma era bello continuare a credere a quella figura straordinaria che in una notte faceva il giro del mondo su una slitta trainata da renne volanti. Sentirmi dire che i regali sotto l’albero li mettono papà e mamma mi turbò molto perché mi mise davanti agli occhi una realtà “banale”.  Quella stessa banalità contenuta nelle pagine del libro “Il piccolo Principe” quando il pilota alla richiesta del bambino di disegnare una pecora disegna solo una “banale” pecora. Il Piccolo Principe lo chiese ancora e si ritenne soddisfatto solo quando il pilota, al quarto tentativo di accontentare il suo nuovo amico, disegnò una scatola dicendo: “Questa è soltanto la sua casetta. La pecora che volevi sta dentro.

Solo una mente bambina può essere felice, come lo fu il Piccolo Principe, di vedere una scatola anziché una pecora e immaginare che la pecora sia dentro la scatola. Solo una mente bambina può credere ad un signore grassoccio vestito di rosso che, dopo aver letto milioni di lettere, porta ai mittenti esattamente quello che gli hanno chiesto. Solo una mente bambina può gioire di un regalo che, seppur uguale a quello visto nel negozio di giocattoli sotto casa, è stato costruito dagli elfi. Voler privare i bambini di questa possibilità di immaginare e di gioire della propria realtà fantastica lo trovo crudele, soprattutto se a farlo è una maestra.

E infine, questa maestra di religione che va in giro dicendo che i regali sotto l’albero li lascia Gesù Bambino mi mette una grande preoccupazione. Domani cosa racconterà a mio figlio: che il diavolo lo porterà all’inferno se si comporta male? Mi preoccupa che un’insegnante di religione possa dare a mio figlio nozioni di una dottrina cristiana rigida. Oggi più che mai l’insegnamento della religione è materia delicatissima e dovrebbe essere condotto con grande cautela e rispetto, così come credo che vada rispettata la visionaria fantasia dei bambini che tutti noi adulti dovremmo ricordare di aver avuto per poter continuare a vedere un mondo migliore.